A4: Elaborazione del piano interventi

L’Azione A.4 consiste nella realizzazione del Piano degli interventi da effettuare all’interno della ZPS per la conservazione della Coturnice di Sicilia, un documento che contiene il dettaglio tecnico delle azioni previste dal progetto, da realizzare all’interno del sito Natura 2000 e da sviluppare durante l’intera durata del progetto, anche in relazione al suo andamento.

Il Piano, documento che ha un carattere dinamico, riporta come, dove e quando le azioni di progetto saranno realizzate. Per la stesura del Piano è stata prevista la partecipazione, insieme ai responsabili delle diverse azioni, di esperti dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA, ex INFS), istituto che, sulla base dell’art. 7 comma 1 della legge nazionale 157/92, opera quale organo scientifico e tecnico di ricerca e consulenza per lo Stato, le regioni e le province.

Questa azione prevede anche l’organizzazione di un workshop, dove diversi esperti nel settore saranno invitati a partecipare al fine di un confronto per meglio giungere ad una strategia di piano per la conservazione della specie.

All’inizio del progetto, è stata inviata una richiesta all’ISPRA per ricevere i nominativi di esperti di Galliformi che potevano essere coinvolti nell’attuazione di questa azione. L’ISPRA ha indicato nei dott. Valter Trocchi e Francesco Riga gli esperti che possono partecipare alla stesura del piano. In occasione del primo incontro per la presentazione del progetto, era presente il dott. Trocchi, che ha partecipato anche alla visita della ZPS e con il quale sono stati intrapresi accordi per portare avanti l’azione.

Durante questa prima fase dell’Azione A.4, si è concordato tra i componenti del gruppo tecnico di standardizzare le metodologie relative alle azioni preparatorie, in particolare le Azioni A.1, A.2, A.5, A.6 e A.7.

La elaborazione del piano di interventi, con la descrizione in dettaglio delle azioni del progetto è stato avviato ed è stata predisposta una prima bozza. Per la redazione del piano sono stati già interessati gli esperti dell'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA) ed è stato disposto un piano particolareggiato sulle procedure che si intendono avviare per dare attuazione al progetto. Il tavolo tecnico costituito con D. D. 6646 del 23 Dic. 2011 è composto dal Dirigente Generale del Dipartimento Interventi Strutturali, Dott.ssa Rosaria Barresi o un suo delegato, Dott. Pietro Miosi e Geom. Giuseppe Qualera, rispettivamente: Dirigente dell’U.O. 46 e F.D. del Servizio VII dello stesso Assessorato; dal prof. Mario Lo Valvo del Dipartimento di Biologia Ambientale e Biodiversità dell’Università di Palermo; dal dott. Guido Ruggero Loria dell'I.Z.S. Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia; dal dott. Francesco Riga dell'I.S.P.R.A.; dal dott. Antonino Maggio e dal dott. Filippo Castiglia del Dipartimento Regionale Azienda Regionale Foreste Demaniali; dal dott. Marcello Panzica La Manna dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente; e dott. Andrea Giostra della Società Cooperativa ONLUS la Fenice. A. l predetto tavolo tecnico, di volta in volta, potranno essere invitati esperti e figure professionali previste dal progetto, fermo restando che le attività svolte, non saranno soggette a remunerazione; potrà essere previsto esclusivamente l’eventuale rimborso spese a presentazione di adeguati giustificativi.

La prevista manifestazione Workshop si svolgerà presumibilmente all’inizio del prossimo autunno non appena il tavolo attivato concluderà l'esame di tutte le azioni preparatorie previste dal progetto.

In data 14/12/2011 è stata svolta una riunione del tavolo tecnico a cui hanno partecipato, oltre ai rappresentanti di tutti i beneficiari del progetto anche il dr. Marcello Panzica La Manna dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, i rappresentanti dell’ISPRA Dr. Francesco Riga e Valter Trocchi e gli esperti esterni, Dr. Paolo Montanaro, Alberto Sorace ed Adragna Francesco che hanno lavorato alla realizzazione delle azioni A.1 ed A.2 ed il Dr. Vecchio Giuseppe, tecnico faunista incaricato della realizzazione dell’azione C.3.

Nel corso della riunione sono stati affrontati i temi contenuti nel Piano regionale di Conservazione della Coturnice di Sicilia, con particolare attenzione alle problematiche relative al controllo della popolazione di cinghiale sotto l’aspetto sia tecnico-scientifico che normativo alla luce dei risultati raggiunti con l’Azione A.2.

Il 15 novembre 2013, presso l’aula “Vittorio Guercio” dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, si è svolto il workshop dal titolo “Status e conservazione della Coturnice” .

Il workshop è stato organizzato dall'Assessorato Risorse Agricole ed Alimentari, Dipartimento Interventi Strutturali, beneficiario coordinatore del progetto, in collaborazione con gli altri partners, il Dipartimento STEBICEF dell'Università di Palermo, l'Istituto Zooprofilattico della Sicilia ed il Dipartimento regionale Azienda Foreste Demaniali.

Al workshop hanno assistito circa un centinaio di partecipanti in rappresentanza delle Associazioni ambientaliste (WWF Sicilia, Fareambiente Sicilia, LIPU, Associazione nazionale guardaboschi), delle Associazioni venatorie (Enalcaccia Pesca e Tiro, Consiglio Siciliano della Caccia, ARCI Caccia Sicilia, Federazione Italiana della Caccia, Associazione Nazionale Cacciatori), degli Enti Parco (Parco delle Madonie, Parco Regionale Gallipoli Cognato delle Basilicata) oltre a numerosi studenti dell'Università di Palermo, tecnici delle Ripartizioni Faunistico Venatorie, dei centri di recupero fauna selvatica, dell'Istituto zootecnico sperimentale della Sicilia, delle Aziende sanitarie provinciali e liberi professionisti.

Interessante è stata la vista che il giorno prima del workshop i relatori provenienti da fuori Sicilia hanno effettuato nei luoghi dove si svolge il progetto e dove hanno potuto verificare con entusiasmo quanto era stato sin ad ora realizzato in campo.

Questa azione si concluderà con la chiusura del progetto; gli obiettivi raggiunti sono in linea con i tempi previsti da questa azione.

 

A5: Controllo dell'integrita' genetica

La Coturnice di Sicilia (Alectoris graeca whitakeri) è in forte declino ormai da alcuni decenni: in passato l’immissione di specie appartenenti al medesimo genere (A. chukar, A. greca graeca e soggetti ibridi) a scopo di ripopolamento a fini venatori, in considerazione della riconosciuta fecondità degli ibridi appartenenti al genere Alectoris, ha determinato il rischio di inquinare geneticamente la popolazione autoctona mettendone a rischio la sopravvivenza.

L’azione A 5 insieme all’azione E 4 è di precisa competenza degli esperti sanitari dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia. Questa azione ha una diretta ricaduta sul futuro della sottospecie in Sicilia indagando per la prima volta, con metodi di laboratorio innovativi (sequenziamento di porzioni specifiche del DNA), sullo stato di integrità/salute genetica dei soggetti presenti nell’area. L’azione si basa su una preliminare ripetuta serie di sopralluoghi ad opera di esperti per la raccolta di campioni biologici (feci e piume naturalmente rilasciate nell’ambiente) potenzialmente appartenenti ad Alectoris endemica e raccolti nella ZPS sia secondo mappatura legata al precedente censimento della specie (richiami) sia in base ai piu’ recenti avvistamenti di coppie/brigate.

L’azione A5 si è basata sull’analisi del genoma di campioni biologici provenienti dall’area individuata nel progetto (ZPS – Castellammare del Golfo TP) dove ancora sopravvive Alectoris graeca whitakeri, tale indagine è stata basata sulla caratterizzazione di sequenze del DNA mitocondriale (D-loop e Citocromo c ossidasi I).

Le attività hanno previsto dal 12 settembre 2011 al 2 aprile 2012, n° 20 sopralluoghi periodici per coprire il territorio della ZPS (M. Inici, M. Cofano, M. Sparagio e Capo San Vito). Sono stati a tal fine raccolti n. 252 campioni di feci, e altri n. 44 campioni di piume ed alcune carcasse (14) provenienti da ritrovamenti occasionali. Come materiale di riferimento per le prove sono stai è utilizzato tessuto muscolare di soggetti morfologicamente appartenenti al fenotipo caratteristico per Alectoris graeca whitakeri.

 

Dai campioni in nostro possesso è stato estratto il DNA avvalendosi di protocolli specifici e successivamente amplificato tramite reazione di polimerizzazione a catena (PCR) utilizzando oligonucleotidi specifici (Randi e Lucchini, 1998; Barbanera e Guerrini, 2009).  

I prodotti di amplificazione sono stati sequenziati mediante l’impiego di un sequenziatore ABI PRISM 3130 Genetic Analyzer (Applied Biosystems®) e del software Sequencing Analysis®. Le sequenze ottenute sono state successivamente caricate sul portale BLAST (http://blast.ncbi.nlm.nih.gov/Blast.cgi)  e comparate con quelle presenti nel database GenBank.

Da questo si sono ottenuti i risultati del “Matching” mediante ricerca degli appaiamenti in GeneBank, sottoforma di report di allineamento di sequenze.

 

 

In Tab. 1 si riportano gli esiti delle analisi eseguite:

 

Matrice

Tot campioni

POSITIVI/tot. campioni esaminati

NEGATIVI/tot. campioni esaminati

Feci

252

141/252

111/252

Piume

44

30/44

14/44

Tessuto Muscolare

14

14/14

0/14

 

TOTALE

 

310

185/310

125/310

       Tab.1 – Esiti delle analisi eseguite su matrici biologiche: feci, piume e tessuto muscolare

 

 Le sequenze dei campioni positivi alla PCR-D-loop (183/310), analizzate attraverso il programma BLAST hanno dato un maggiore livello di sovrapposizione con la sequenza Alectoris graeca (isolate Italy Sicily) mitochondrial D-loop DNA.  Tale risultato è stato confermato nel 100 % dei campioni positivi per DNA specifico appartenente ad Alectoris graeca whitakeri (emb AJ222731.1).

 

L’azione A5  ha visto nella sua prima fase progettuale l'obiettivo iniziale di accreditare o meno il genoma dei soggetti che vivevano nelle aree di interesse del progetto (ZPS ed altri luoghi di riproduzione) e di garantire  che  i soggetti destinati alla riproduzione possedessero il profilo genetico wild-type, in linea con il  DNA della sottospecie  isolana. Le attività di laboratorio dei primi due anni, svolte nell’ambito dell’AZIONE A5 (“Controllo dell’integrità genetica di Alectoris graeca whitakeri”) sono state volte alla caratterizzazione  genetica della sottospecie endemica di coturnice di Sicilia, si sono basate sull’analisi di sequenza della regione di controllo del DNA mitocondriale (D-loop), facendo così emergere l’esigenza e la necessità di effettuare una più specifica analisi dei risultati ottenuti.

Lo studio dei marcatori molecolari rende necessaria l’acquisizione di dati riguardanti il flusso genico all’interno della specie, dati che si basano sull’analisi dei microsatelliti, sulla condivisione qualitativa di alleli e sul confronto tra le frequenze alleliche.

Al fine di realizzare gli approfondimenti sopra descritti, indispensabili per raggiungere efficacemente gli obiettivi di tutela della specie, e grazie ad una economia derivante dal recupero delle somme in precedenza impegnate nell’azione E 9, è stato così richiesto di prorogare le attività scientifiche mediante la collaborazione di personale esterno qualificato. Con delibera del Direttore Generale 929 del 03-10-2013 è stato approvato l’avviso pubblico per il conferimento di un incarico Co.Co.Co. ad un laureato in Scienze Biologiche.

Lo stesso incarico è stato affidato con delibera nr. 1110, in data 06.12.2013, alla Dott.ssa  Macaluso Giusi, con decorrenza dal 01-01-2014 al 31-08-2014.

Dall’inizio dell’incarico fino al 28-02-2014 le attività hanno previsto una nuova fase preparatoria,  nella quale si è dato seguito alla ricerca e all’acquisto dei reagenti necessari per la prosecuzione delle indagini di sequenziamento genetico.

In questo primo mese di attività, sono state altresì effettuate ricostruzioni filogenetiche, rappresentate graficamente in forma di albero o filogramma, in grado di stimare le distanze genetiche, evidenziandone le relazioni evoluzionistiche, al fine di ottenere un  approfondimento  dei risultati già ottenuti nel corso dello svolgimento della prima fase dell’azione A5.

Nel mese di Novembre,  in corrispondenza con l’organizzazione del workshop 2013, sono state organizzate riunioni con esperti in materia di biologia molecolare, rivelandosi particolarmente utile il contributo del Dott. Filippo Barbanera dell’Università di Pisa, grazie al quale è stata avviata un’attività di validazione di un protocollo sperimentale. Questo protocollo prevede l’utilizzo di nuovi marcatori molecolari, indicatori della variabilità genetica, tra cui un pannello di 7 loci di micro satelliti, caratteristici della specie in esame. In tal senso sono in corso prove di laboratorio volte ad ottimizzare e validare le specifiche procedure.

In questo periodo è stato anche prodotto un lavoro sperimentale dal titolo:  Macaluso G.1,; Puleio R.1 ; Manno C.1; Reale S.1; Lo Valvo M.2; Vitale F1; Loria G.R.1 Genetic assessment throughout MT-DNA sequenzing from wild population of Sicilian rock-partridges as preliminary step for specie conservation. XV Proceedings Congresso SIDILV, 23-25/10/2013 Monreale

 

Bibliografia

1.       Guerrini M. e Barbanera F., 2009 - Noninvasive Genotyping of the Red-Legged Partridge (Alectoris rufa, Phasianidae): Semi-Nested PCR of Mitochondrial DNA from Feces, BIOCHEMICAL GENETICS, 47: 873-883

2.       Randi E., Lucchini V., 1998 - Organization and Evolution of the Mitochondrial DNA Control Region in the Avian Genus Alectoris. Journal of  Molecular Evolution, 47, 449-462;

3.       Randi, E., Tabarroni, C., Rimondi, S., Lucchini, V., Sfougaris, A., 2003 - Phylogeography of the Rock Partridge (Alectoris graeca). Molecular Ecology 12, 2201-2214;

A cura di Giusi Macaluso (macalusogiusi@gmail.com) con la collaborazione di Claudia Manno

Coordinatore scientifico: Guido Ruggero Loria (Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia)

Si ringraziano per la sempre incondizionata collaborazione tecnica :

Mario Lo Valvo, Daniele Burgarella, Antonio Maggio, Antonino Furco, Filippo Castiglia, Leonardo Navarra, Mario Reina, Matteo Laudicina, Peppe Schifano, Rosario Scibilia. 

A6: Creazione strutture allevamento
  • Partner : Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali

 

Questa azione prevede la creazione di piccolo allevamento di Coturnice di Sicilia, attraverso la realizzazione di 10 voliere (con dimensioni 8 x 4 x 2 m) di ambientamento e per la riproduzione di coturnici di cattura e la realizzazione di 3 voliere di acclimatamento (con dimensioni 9 x 3,5 x 2 m) per i nuovi nati.

Due voliere di ambientamentosono state realizzate nelle pertinenze del Rifugio Fontanelle ed otto in località Fossa del Bue, siti entrambi nel Demanio Forestale Monte Inici. L’area in cui ricadono le voliere sono state circoscritte con un recinto elettrificato è recintata al fine di evitare l’ingresso di possibili predatori.

Le voliere sono realizzate con struttura metallica, la rete di tipo elettrosaldato a maglia stretta (cm 1 di lato) ricopre anche il pavimento della voliera così da impedire l’ingresso di topi o di altri potenziali predatori. L’interno di queste voliere è rifinito con la messa in opera di rete di nylon opportunamente distanziata dalla rete metallica in modo da impedire l’impatto con quest’ultima da parte dei volatili.

Per il montaggio e la definizione delle voliere è stato adoperato il personale del beneficiario associato.

Per la realizzazione delle voliere è stato necessario affrontare problemi pratici relativi alla possibilità di montaggio e smontaggio delle strutture, ancoraggio e rigidità delle stesse, nonchè delle opportune modalità di collocazione.

L’ultimazione delle voliere di ambientamento è avvenuta con circa 30 gg di ritardo rispetto al tempo previsto, che purtroppo ha determinato un complessivo slittamento delle altre azioni collegate.

Le voliere di acclimatamento, le cui componenti sono state acquistate e sono custodite presso il demanio Fontanelle, saranno assemblate non appena saranno disponibili i pulcini, quindi durante il primo trimestre 2013.

 

Sono stati acquistati l’incubatrice, il gruppo elettrogeno ed il recinto elettrificato previsti in progetto nei tempi prescritti dal cronoprogramma. In particolare, per l’acquisto del gruppo elettrogeno, grazie alla disponibilità di economie nell’ambito degli equipaggiamenti, si è optato per un più costoso articolo (usato ma revisionato e perfettamente efficiente) in grado di garantire maggiore sicurezza di corretto funzionamento. La scelta di questa particolare tipologia di gruppo elettrogeno è stata motivata dalla possibilità che tale dispositivo offre di attivarsi automaticamente in assenza di energia elettrica in rete, evento molto frequente nella zona dove sono poste le apparecchiature in dotazione alle strutture di allevamento (incubatrici), così da assicurarne il corretto funzionamento in qualsiasi condizione, soprattutto durante una eventuale incubazione delle uova di coturnice.

Nel mese di Gennaio sono stati registrati purtroppo alcuni furti, regolarmente denunciati, da parte di ignoti che hanno riguardato l’incubatrice, la batteria di alimentazione e l’elettrificatore dei recinti elettrificati. Il beneficiario responsabile dell’azione ha provveduto a riacquistare la batteria e l’elettrificatore, necessari per la tutela delle coturnici in cattività, mentre l’acquisto dell’incubatrice è stato rimandato in attesa di eventuali deposizioni di uova.

Nel corso del 2013-2014 dopo la realizzazione delle due voliere di ambientamento nelle pertinenze del Rifugio Fontanelle ed otto in località Fossa del Bue, siti entrambi nel Demanio Forestale Monte Inici si sarebbero dovute realizzare le voliere di acclimatamento e di rilascio nei luoghi individuati per le operazioni di restocking.

Le voliere di acclimatamento, le cui componenti sono state acquistate e custodite presso il demanio Fontanelle, sono state trasferite alla riserva dello Zingaro dove è in atto l’azione di restocking e vengono utilizzate per l’acclimatamento delle coturnici prima della liberazione.

Tenuto conto della recente convenzione stipulata con L’Istituto Sperimentale Zootecnico della Sicilia che si occupa della produzione in cattività delle coturnici utilizzate e da utilizzare per il restocking, l’incubatrice che era custodita presso il demanio di Monte Inici è stata trasferita presso il predetto Istituto ed è in atto in funzione ed utilizzata per la schiusa delle uova depositate dalle coturnici allevate in cattività sotto il diretto controllo del tecnico faunista di cui dispone l’Istituto.

L’azione è tuttora in corso.

 

L’azione è tuttora in corso.

A7: Prelievo e reintroduzione di individui

L’Azione A.7 ha riguardato il prelievo in natura di soggetti selvatici e la raccolta di uova di Coturnice di Sicilia per la creazione di un allevamento in seminaturalità previsto con l’Azione A.6. Come già avviene per altre specie di Alectoris, differenti dalla sottospecie siciliana, attraverso la riproduzione di esemplari in cattività e la costruzione del primo nucleo riproduttivo, sarà possibile in futuro effettuare interventi di ripopolamento e di reintroduzione in zone in cui il taxon risulta localmente estinto, anche in altre aree siciliane esterne alla ZPS.

Per conseguire il risultato previsto dall’azione, era indispensabile coinvolgere le Ripartizioni Faunistico-venatorie di Agrigento e di Caltanissetta, province in cui la presenza della Coturnice di Sicilia, sulla base di censimenti effettuati negli anni passati, risulta essere discreta.

Per la realizzazione di tale azione era previsto il ricorso ad un ornitologo e a due tecnici esterni da reclutare con le procedure previste dal D. D. G. n. 1318 del 28/10/2010, ma considerato che l'azione doveva iniziare a partire dal mese di marzo 2011, il Servizio ha affidato tale attività, a titolo gratuito, al Prof. Mario Lo Valvo del Dipartimento di Biologia Ambientale e Biodiversità dell’Università di Palermo che si è reso disponibile ed ai funzionari delle Ripartizioni Faunistico Venatorie di Agrigento e Caltanissetta che hanno collaborato con il predetto docente.

Per consentire il regolare svolgimento di tale attività, il Servizio VII con nota n. 12611 del 16/02/2011 ha chiesto parere all'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) che in data 25/02/2011 con nota n. 7243 si è espresso favorevolmente.

Successivamente con D. R. S. n. 406 del 01/03/2011 il Servizio ha autorizzato il Prof. Mario Lo Valvo ed i funzionari delle Ripartizioni Faunistico Venatorie di Agrigento e Caltanissetta al prelievo delle uova ed alla cattura degli esemplari a partire dal 1 marzo 2011 e per la durata di 60 giorni. Considerato il ritardo nell’acquisto delle incubatrici e nella realizzazione delle voliere da parte dell’Azienda Foreste Demaniali (sopra decritti) previsti dall’azione A.6, si è reso necessario prorogare l’autorizzazione di 30 gg. con il D. R. S. n. 893 del 15/04/2011.

Per quanto riguarda il prelievo di esemplari, questo è iniziato in ritardo per i motivi sopra esposti e ad oggi sono stati catturati i soggetti previsti che sono stati immediatamente trasferiti nelle voliere ubicate nell’area di progetto.

Le catture sono state realizzate con l’ausilio di reti verticali e l’utilizzo di un richiamo conspecifico, riprodotto elettronicamente, e con la partecipazione del personale della Ripartizione faunistico-venatoria.

In provincia di Agrigento, le catture sono state effettuate nelle campagne del territorio di Cianciana, di Raffadali, di Bivona e di Sant’Angelo Muxaro, mentre le catture in provincia di Caltanissetta hanno interessato il territorio comunale di Mussomeli.

Presso Raffadali sono stati catturati un maschio ed una femmina il 25 agosto 2011. Una seconda coppia è stata catturata il 28 agosto dello stesso anno presso Bivona, mentre due femmine ed un maschio sono stati catturati il 13 settembre nel territorio di Sant’Angelo Muxaro. Nel territorio di Mussomeli sono stati catturati due soggetti maschi, rispettivamente il 12 ed il 15 settembre.

Uno dei due maschi catturati a Cianciana è deceduto durante le fasi di cattura, probabilmente a causa dello stress.

I soggetti catturati sono stati collocati nelle voliere, appositamente realizzate ed allestite per le finalità del progetto LIFE, in località Fontanelle, su Monte Inici in provincia di Trapani, alla presenza del personale della Ripartizione faunistico-venatoria di Trapani.

Tutti i soggetti sono stati inanellati a cura del responsabile scientifico del progetto, prof. Mario Lo Valvo, titolare di autorizzazione alla cattura temporanea ed inanellamento a scopo scientifico rilasciata dall’ISPRA. Il responsabile scientifico si occuperà inoltre di marcare anche i soggetti che saranno utilizzati per il restocking. Alcune penne e piume sono state conservate in apposito buffer tampone e trasferiti nei laboratori dell’Istituto Zooprofilattico per l’accertamento genetico.

Per quanto riguarda il prelievo delle uova, la ricerca dei nidi è iniziata in ritardo a causa della ritardata consegna delle incubatrici necessarie.

In data 24/05/2011 in C.da Mavaro, nel comune di Alessandria della Rocca, è stato trovato un nido, da cui sono state prelevate le quattro uova presenti e che sono state trasferite nella stessa giornata all’interno dell’incubatrice appositamente allestita. Già dopo pochi giorni d’incubazione, le uova, ad un controllo, non mostravano segni di sviluppo embrionale. Trascorsi il numero massimo di giorni d’incubazione noti per la specie, le uova sono state controllate ulteriormente e sono risultate infeconde.

Le uova sono attualmente conservate presso il Laboratorio di Zoologia applicata del Dipartimento di Biologia ambientale e biodiversità dell’Università di Palermo.

Con il tentativo di raccogliere il numero di uova previsto dal progetto, si è ritenuto di rimandare la ricerca delle stesse nella primavera del 2012. Dopo il parere positivo da parte dell’ISPRA, è stata quindi rinnovata l’autorizzazione al prof. Lo Valvo (DDS. n. 814/2012 del 23 marzo 2012) per la raccolta di 8 uova. Nonostante le diverse coppie individuate nel territorio delle province di Agrigento, Caltanissetta e Trapani e nonostante i diversi tentativi non è stato possibile trovare alcun nido. L’insuccesso è da attribuire alla notevole difficoltà nella localizzazione del nido, legata all’elevata elusività comportamentale dei componenti delle coppie di coturnice.

Per quanto riguarda gli uccelli in voliera, ad un anno circa dalla loro cattura, si sono registrati due decessi ed il furto di un individuo. Gli individui rimanenti hanno mostrato un progressivo adattamento alla cattività. Sono stati infatti registrati maschi in canto già a partire dal mese di aprile 2012 e, dal personale addetto alla custodia, sono stati osservati alcuni casi di accoppiamento.

Ad esclusione della raccolta delle uova, l’azione può considerarsi conclusa positivamente. Si ritiene infatti che la perdita di una singola coppia non comprometta le finalità del progetto, che prevede anche il recupero della popolazione nidificante locale.

Per quanto riguarda la raccolta di uova in natura, alla luce della proroga di un’annualità concessa dalla Commissione Europea con la sottoscrizione della modifica alla convenzione di sovvenzione in data 18/09/2012, nella primavera del 2013 sarà avviata una nuova ricerca di uova.

C1: Miglioramento habitat

L’obiettivo di questa azione è quello di effettuare interventi correttivi nelle superfici del progetto volti ad incrementare le condizioni ecologiche favorevoli alla presenza della Coturnice di Sicilia, sia con la tutela di habitat esistenti sia con la modificazione di habitat per favorire la permanenza della specie.

Gli interventi di gestione agroforestale comprendono la Gestione razionale del pascolo nelle aree della ZPS dove esso è permesso, la creazione di spazi aperti (radure) preferiti dalla Coturnice di Sicilia ed una serie di fasce tagliafuoco.

Gli interventi eseguiti nel 2011 e 2012, su progettazione che non ricade finanziariamente sul progetto LIFE, hanno riguardato la realizzazione dei viali parafuoco sia a Monte Inici che nella riserva dello Zingaro, tali interventi hanno determinato la realizzazione di ampie strisce di terreno rinettate dalla vegetazione (oltre 20 km per ampiezza minima di 20 m, e pertanto molto superiori alle radure previste in progetto) e quindi in condizioni di favorire la presenza della coturnice. Nel 2012 peculiari condizioni meteo hanno favorito inoltre il propagarsi degli incendi che hanno interessato buona parte della superficie della Riserva Naturale dello Zingaro e del Demanio Forestale di Monte Inici.

Tale condizione ha determinato un complessivo rinnovamento della copertura erbacea, in modo da non rendere necessari ulteriori interventi di taglio della vegetazione, che compensano l’eventuale mancanza di pascolo.

Per quanto riguarda la gestione delle aree a pascolo, si è tenuto conto, sia della carta degli habitat prodotta, sia dei regolamenti delle riserve naturali presenti nel sito Natura 2000, che delle normative regionali che regolamentano tale attività.

Per quanto riguarda la Riserva dello Zingaro, l’Ente Gestore ha individuato, anche sulla base dei rilevamenti botanici e della cartografia prodotta con l’azione A.3 e delle attuali linee guida che prevedono che non possa essere superato il limite di 1 UBA/ha, la possibilità di mantenimento al pascolo solo di alcune porzioni dell’area individuata nella zonizzazione, consentendo una sola concessione per stagione pascoliva. Tale area viene individuata di volta in volta dopo opportuno sopralluogo che tende a valutare l’incidenza dei diversi fattori sopraesposti, al fine di non disperdere l’importante patrimonio rappresentato dalla pastorizia, ma che al contempo tiene conto delle situazioni di degrado e/o di mantenimento di alcune specie.

Particolare attenzione è stata posta per la conservazione dell’habitat 6220 - *Percorsi substeppici di graminacee e piante annue dei Thero-Brachypodietea, il cui valore in termini di biodiversità è legato all’esercizio del pascolo, che comunque non dovrà eccedere determinate soglie di intensità.

Negli ultimi tre anni sono state concesse al pascolo di ovini e bovini le aree di contrada Pianello e l’area di contrada Scardina consentendo così una rotazione della pressione pascoliva oltre a quella non programmabile e comunque esistente dei cavalli allo stato brado e dei cinghiali.

In particolare vengono dati in concessione 27 ha in contrada Scardina, per un totale di 80 capi di bestiame e per un periodo non superiore a mesi 4 e alternativamente 112 ha in contrada Pianello per un numero massimo di 31 capi bovini e 150 ovini, sempre per un periodo massimo di mesi 4.

Relativamente alle aree del demanio f/le Monte Inici destinate al pascolo, allo stato attuale non sono presenti aree individuate e/o destinate al pascolo in concessione demaniale o allo stato brado.

Per quanto invece riguarda la realizzazione dei viali parafuoco, questi hanno avuto una lunghezza di 60 km su Monte Inici che ha interessato una superficie pari a circa 1.200.000 mq, mentre nella riserva dello Zingaro una lunghezza di 20 km che ha interessato una superficie pari a 400.000 mq

L’azione è ancora in corso e si concluderà nel terzo trimestre del 2014.

C2: Gestione ambientale

L’attività di progettazione, creazione e gestione di punti di alimentazione e approvvigionamento di acqua è proseguita con il coordinamento tecnico e la verifica delle diverse attività in merito alla creazione e gestione dei punti di alimentazione e di abbeverata.

Dopo l'acquisto delle sementi da parte della Ripartizione Faunistico Venatoria di Trapani e verificata l'indisponibilità dell'Azienda Foreste Demaniali di Trapani ad eseguire la semina con mezzi ed operai propri si è deciso di far ricorso ad una ditta esterna, selezionata con bando ad evidenza pubblica che ha provveduto alla lavorazione del terreno ed alla semina con propri operai.

Sono stati realizzati complessivamente 10 punti di alimentazione, così come previsto dal progetto, ma con una superficie nettamente maggiore.

In data 6 dicembre 2013 alla presenza del coordinatore di progetto Dott. Pietro Miosi, del Geom Giuseppe Qualera, del Dott. Agr. Sebastiano Zappulla, tecnico agronomo esterno, e del Responsabile dei lavori Sig. Furco Antonino dell'Azienda Foreste Demaniali Ufficio di Trapani presso l’area ZPS NATURA 2000 “Monte Inici” - Comune di Castellammare del Golfo (TP), insieme e Mario Reina sono state effettuate le operazioni preparatorie del terreno e di semina in nove punti diversi.

Nel caso dello Zingaro dove la disponibilità di alimentazione per la Coturnice è garantita dalla presenza in maniera del tutto naturale delle essenze gradite alla specie ci si è concentrati nella realizzazione del punto di alimentazione presso la località di Borgo Cusenza.

La scelta di effettuare un solo punto di alimentazione nell’areale ZPS NATURA 2000 “R.N.O. dello Zingaro”, da parte della Direzione lavori dell’Ente è motivata, inoltre, dall’impossibilità di introdurre materiale di propagazione proveniente dall’esterno della Riserva, in quanto lo stesso regolamento non prevede tali operazioni.

In data 18.01.2014, l’unita’ di staff. n. 4 - DIREZIONE R.N.O ZINGARO, nella figura del Direttore dei lavori Funz. Dott. Agr. Gaetano Vallone e del RUP Dott.ssa dir. Tec. F.le Valeria Restuccia, ha avviato l’esecuzione delle operazioni di messa a dimora del seme per la realizzazione del 10° punto di alimentazione previsto presso l’area ZPS NATURA 2000 “R.N.O. DELLO ZINGARO”, con il coordinamento tecnico del Dott. Agr. Sebastiano Zappulla e del Responsabile di progetto Dott. Pietro Miosi e il Funz. Geom. Giuseppe Qualera.

In data 26 febbraio 2014 il tecnico incaricato ha effettuato la verifica dello stato di accrescimento delle essenze a suo tempo seminate, rilevando il buon esito dell’azione.

In data 21 marzo 2014 è stata verificato lo stato di accrescimento del decimo punto di alimentazione presso la R.N.O. Zingaro località presso borgo Cusenza.

L’azione è attualmente in corso.

C3: Controllo del cinghiale

 

Cattturati i primi cinghiali nel sito Borgo Cusenza (Zingaro). Dopo il preventivo foraggiamento dei chiusini per alcune settimane, si è potuto constatare, grazie all'utilizzo di fototrappole notturne, che gli stessi venivano frequentati da un certo numero di suidi selvatici. Nella giornata del 18 Dicembre le trappole sono scattate ed hanno catturato i primi esemplari. Dopo le procedure di identificazione e segnalamento degli esemplari ai fini scientifici, dopo stordimento secondo le procedure previste dalla legge, nel rispetto del benessere animale, gli animali sono stati macellati e le carni devolute in beneficanza ad una Missione indicata dalle autorità competenti. 

L’azione ha previsto l’elaborazione e gestione, secondo le normative vigenti, di un piano di controllo della popolazione di cinghiale presente nell’area di progetto.

La normativa regionale è molto restrittiva e complessa in merito alla cattura ed abbattimento di animali selvatici. E’ stato necessario assicurare la perfetta rispondenza alla normativa vigente, questo ha comportato un relativo allungamento dei tempi. Sono state superate anche le difficoltà logistiche relative al trasferimento degli animali provvedendo alla disponibilità di un autoveicolo apposito.

Per la realizzazione dell'azione si è proceduto al reclutamento di un tecnico faunista. Poiché le procedure di selezione, sono regolate da un “Disciplinare per il conferimento di incarichi e collaborazioni esterne” approvato con Decreto n. 1318 del 28/10/2010 del Dirigente Generale del Dipartimento Interventi Strutturali; è stata predisposta dal Servizio VII la nota n. 15137 del 01/03/2011, con la quale è stato chiesto al Dipartimento della Funzione Pubblica di promuovere l'atto di interpello per reperire, eventualmente, all’interno dell’Amministrazione Regionale, le figure professionali sopra citate. L'atto di interpello è stato divulgato con nota n. 70271 del 29/04/2011 e considerato che non sono state riscontrate disponibilità di tali figure professionali all’interno dell’Amministrazione Regionale, il Servizio ha pubblicato l’avviso pubblico per la selezione del professionista nel sito Web dell’Assessorato e nella Gazzetta Ufficiale della regione Siciliana – Concorsi il 24 giugno 2011. Con DDG. n. 2915 del 09/09/2011 è stata nominata la Commissione di valutazione che ha predisposto la graduatoria approvata con DDG. 4975 del 30/11/2011, registrato alla Corte dei Conti in data 10/01/2012. Successivamente in data 07/03/2012 con DDG. n. 661 registrato alla Corte del Conti il 04/05/2012 è stato approvato il contratto relativo all’esperto agronomo.

Nelle more della conclusione dell’iter burocratico, tuttavia, anche in questo caso sono stati avviati tutti i lavori preliminari per l’attuazione dell’azione: sopralluoghi congiunti con i tecnici dell’Azienda Foreste Demaniali che si occupano della R. N. O. dello Zingaro e con il responsabile scientifico del progetto prof. Mario Lo Valvo, per l’individuazione delle aree dove realizzare i chiusini e collocare le gabbie per la cattura dei cinghiali conclusisi con la stesura del piano di controllo della specie predisposto dal tecnico incaricato dott. Vecchio Giuseppe in data 28/05/2012. In data 29/05/2012 il predetto piano è stato trasmesso da questo Servizio all’ISPRA per il prescritto parere ai sensi dell’art. 4 della L. 157/92. Nelle more, la Ripartizione Faunistico Venatoria di Trapani ha provveduto all’espletamento delle procedure per l’acquisto delle travi e della rete metallica per la realizzazione dei chiusini, dell’acquisto del mais per l’appastamento degli stessi e delle gabbie per il trasporto degli animali.

Tenuto conto dell’incendio che si è verificato durante l’estate e considerata la siccità che sta caratterizzando questo periodo, si ritiene che gli animali siano più attratti dalle pasture non essendo disponibili altre risorse trofiche.

Sono state di già formate due Guardie Forestali per l’abbattimento degli animali catturati.

In data 28 giugno l’ISPRA ha rilasciato il parere favorevole all’attuazione del piano di controllo.

Con D. D. n. 2314 del 11/07/2012 notificato in pari data a tutti i beneficiari associati, è stato approvato il piano di controllo del cinghiale nelle aree del progetto.

In data 24 settembre 2012, sono iniziate le operazioni di costruzione di uno dei tre chiusini di cattura, così come previsto dal piano di controllo del cinghiale nell'Area protetta Natura 2000 - Monte Cofano, Capo San Vito e Monte Sparagio dell'ITA 010029 della Provincia di Trapani. Il primo chiusino è stato realizzato in contrada Acci, in prossimità di Borgo Cusenza.

La costruzione dei chiusini è avvenuta in diverse fasi:

La prima operazione effettuata è stata quella di scavare una fossa perimetrale con l'impiego di un escavatore; la fossa realizzata è di circa 50 cm di profondità e con perimetro variabile a seconda della presenza di roccia affiorante; la circonferenza definitiva dei chiusini sarà così suddivisa:

in c/da Acci il chiusino ha una circonferenza di m. 41.5

in c/da Sparauli il chiusino ha una circonferenza di m. 26

in contrada Pianello il chiusino ha una circonferenza di m. 31.5

Una volta che è stata fatta la traccia sono stati posizionati i pali, a una distanza di circa 1,5 m l'uno dall'altro, interrando per circa 10 cm la punta incatramata, in modo che il palo restasse in posizione eretta.

Al fine di ottenere una struttura più stabile, sono stati posizionati 5 ordini di fili, lungo il perimetro del chiusino; essendo la rete alta 2,5 m i fili sono stati posizionati a 40 cm di distanza, scartando la prima porzione di rete interrata e la parte finale.

L'operazione successiva è stata quella di posizionare la rete, la quale una volta stesa è stata interrata, in modo da creare un angolo di inclinazione verso l'interno del chiusino. Questo accorgimento impedisce ai cinghiali di scappare, scavando una buca lungo il perimetro della rete.

La parte di fossato in cui è stata stesa la rete, è stata riempita con sassi, in modo da rendere il tutto inamovibile. I sassi sono stati posizionati anche in prossimità dei pali, così la struttura ha acquisito una stabilità maggiore e anche lungo il perimetro esterno della struttura.

L'ultima fase di costruzione ha riguardato la collocazione della porta a ghigliottina che permette l'ingresso del cinghiale; la stessa porta verrà utilizzata per permettere la fuoriuscita degli animali catturati. Questi verranno bloccati in una cassa di immobilizzazione/trasporto, per il successivo trasporto al macello.

Il piano di foraggiamento, iniziato il 12 dicembre 2012 e che in data 22 aprile 2013 era stato temporaneamente sospeso in relazione allo scarso numero di Cinghiali presenti nell’area, è stato riavviato il 5 settembre 2013, momento in cui si è potuta osservare una ricomparsa significativa del suide all’interno della riserva naturale.

Pertanto si è proceduto regolarmente, così come previsto dal piano di controllo approvato dall'ISPRA, con l’apporto di esche appetibili costituite da mais e da ortaggi.

Tra il 22/11/12 ed il 13/02/14, in circa 3 mesi di foraggiamento, i chiusini sono stati visitati per 28 volte ciascuno, dai vari operatori addetti al foraggiamento.

Al fine di monitorare le frequentazioni dei cinghiali all'interno dei chiusini, sono state posizionate delle foto trappole. In particolare nella prima fase sono stati monitorati i chiusini posti a Borgo Cusenza e Sparauli, successivamente si è aggiunto anche il monitoraggio a Pianello.

Sono state analizzate alcune migliaia di immagini e dai risultati ottenuti sono stati individuati sicuramente 3 gruppi di suidi.

In data 23 gennaio 2014, sono stati attivati tutti e tre i chiusini di cattura (Sparauli, Borgo Cusenza e Pianello), presenti all'interno della RNO Zingaro e il 25 gennaio, sono stati catturati altri 5 individui, presso il chiusino posto a Borgo Cusenza

Anche in questo caso i suidi sono stati abbattuti giorno. Gli abbattimenti sono avvenuti il 29/01/14, poiché al momento della cattura, vi era né la disponibilità del mezzo refrigerato né del macello.

Tutti i capi abbattuti sono stati controllati dal punto di vista sanitario dai veterinari dell’ASL e dell'IZS di Palermo.

Come indicato dalle vigenti disposizioni in materia di controllo della fauna, le carni, macellate con spese sostenute di tasca propria dai Funzionari referenti del progetto e dall’Ufficio di Gabinetto dell’Assessore poiché non contemplate dal progetto, sono state donate in beneficenza alle seguenti organizzazioni:

  • N° 2 carcasse (circa 25 Kg) alla Missione di Speranza e Carita' (Biagio Conte) Via Archirafi, 31- Palermo – 90123
  • N° 5 carcasse (circa 100 Kg) alla Missione S. Francesco via Cipressi 233 - Palermo
  • N° 1 (45 Kg) a La casa del Sorriso di Monreale, 90046 Palermo

Si prevede di continuare l'attività di cattura e di foraggiamento all'interno dei chiusini.

Sarà opportuno calibrare sia lo sforzo di foraggiamento che di cattura, in funzione dei dati dei censimenti, effettuati per stimare la popolazione del suide presente all'interno dell'area di studio.

Un volta analizzati i dati dei censimenti, si potrà prevedere, di ridurre lo sforzo finora attuato, cercando di concentrare risorse ed energie su un solo chiusino di cattura; tale scelta è supportata anche dal fatto che come notato con le fototrappole, i cinghiali sono in grado in soli 2 giorni di spostarsi, per mangiare da un chiusino all'altro.

L’azione è tuttora in corso.

C5: Ripopolamento e reintroduzione

L’azione non è ancora stata avviata poiché in attesa che si riescano ad ottenere i primi soggetti nati in cattività

D1: Educazione scolastica

Allo stato attuale l’azione D.1 vede completate le fasi 1 (attività educative) e fase 2 (escursioni). La fase 3 prevista entro la conclusione del progetto sarà realizzata nel 3 trimestre del 2014 e comunque entro il 10 settembre 2014.

Si precisa di seguito che in tutti i gadget realizzati sono stati inseriti i loghi previsti dall’art. 13 delle Disposizioni Comuni. Al prossimo rapporto sarà cura della Fenice Società coop. Onlus allegare un campione dei gadget realizzati durante l’azione D1.

Di seguito si riporta come si è operato nella realizzazione dei gadget per quanto riguarda l’inserimento dei loghi:

-          Penna: è stato inserito il logo Life Natura 2000, il logo e il titolo del progetto, il logo Life dell’Unione Europea, e la dicitura “Con il contributo dello strumento finanziario LIFE della Comunità Europea”;

-          Collarino portachiavi: è stato inserito il logo Life Natura 2000, il logo e il titolo del progetto, il logo Life dell’Unione Europea, e la dicitura “Con il contributo dello strumento finanziario LIFE della Comunità Europea”;

-          Brochures e notebooks: sono stati inseriti tutti i loghi dei Beneficiari Associati, il logo Life Natura 2000, il logo e il titolo del progetto, il logo Life dell’Unione Europea, e la dicitura “Con il contributo dello strumento finanziario LIFE della Comunità Europea”, e l’indirizzo del sito web;

-          Maglia: sono stati inseriti il logo Life Natura 2000, il logo e il titolo del progetto (immagine principale), il logo Life dell’Unione Europea, e la dicitura “Con il contributo dello strumento finanziario LIFE della Comunità Europea”, e l’indirizzo del sito web;

Alle 3 escursioni previste, una per ogni provincia, ha partecipato un gruppo pari a 75 ragazzi + 5 accompagnatori per escursione, per complessivi 225 studenti e 15 accompagnatori.

Nel caso dell’azione D1 sono state richieste le autorizzazione alle scuole a partecipare al progetto. Inoltre, nel caso delle escursioni, le scuole hanno richiesto ai genitori dei ragazzi partecipanti al progetto, di autorizzare, con un documento formale, la partecipare dei figli alle escursioni previste dal progetto: in entrambi i casi le autorizzazioni sono state ottenute.

Le attività di formazione scolastica sono state organizzate, come da progetto nelle tre province di Palermo, Trapani e Catania.

In fase preliminare è stato organizzato un incontro per definire le linee guida e le modalità di gestione della formazione a scuola. Allo stesso tempo sono stati definiti il numero e la tipologia di gadget da distribuire ai ragazzi di ogni scuola che hanno preso parte alle suddette attività.

Premesso che il livello scolastico individuato è stato la scuola media inferiore le attività sono state indirizzate a un numero di studenti pari a circa 1200 (in progetto è stato previsto 1000).

Gli istituti individuati sono stati i seguenti:

  • Provincia di Palermo:

o Scuola media Borgese XXVII maggio;

o Istituto comprensivo Laura Lanza;

 

  • Provincia di Trapani:

o Scuola media Nunzio Nasi;

o Scuola media De Stefano;

 

  • Provincia di Catania:

o Scuola media A. Vespucci;

o Istituto comprensivo Pestalozzi;

 

La tipologia di gadget prodotti sono stati i seguenti:

-          N. 1000 t shirt;

-          N. 1000 portachiavi a collarino;

-          N. 1000 penne in materiale riciclato;

-          N. 1000 Brochures informative;

-          N. 1000 notebook.

Si precisa che tutto il materiale prodotto ha riportato i loghi del progetto Life e dei Beneficiari (nelle penne è stata inserita la dicitura Life per questione di spazio), inoltre è stato anche inserito il sito web.

Il link relativo al sito web è stato anche inviato agli Istituti scolastici al fine di inserire un collegamento nei siti scolastici relativi.

Al termine delle attività di formazione in aula sono state organizzate delle escursione a cui un gruppo rappresentativo di ogni scuola ha preso parte.

La sede dell’escursione è stata la R.N.O dello Zingaro (ricadente all’interno dell’area di progetto); gli studenti che sono arrivati in pullmann.

L’azione è in corso.

D3: Sitoweb

La gestione del sito web , previsto tra le diverse azioni del progetto, è stata nuovamente normalizzata ad opera del BA 3, a partire dal Maggio 2013:

Di seguito si indica l’indirizzo web in cui il sito è attivo:

http://www.coturnicedisicilia-progettolife.net

Inoltre tramite il link con lo stesso istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia (www.izssicilia.it) è possibile vedere diversi filmati che illustrano le attività di campo e di laboratorio del progetto.

Già in data 13/09/2011 era stata predisposta la modifica da apportare al sito che prevede il collegamento logo-sito web che è stato previsto per il Logo Life e Natura 2000 e con l’occasione sono stati anche attivati quelli degli altri Beneficiari in modo da ottimizzare la comunicazione delle informazioni e le visite del sito relativo al progetto, anche mediante l’accesso dai siti web dei Beneficiari (in cui verrà inserito il collegamento al sito del progetto).

La gestione del sito web è oggi affidata al Beneficiario n. 3 (Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia) e risulta essere continua e funzionale: gli aggiornamenti (azioni realizzate, news, dati, foto ecc.) vengono inseriti ogni qualvolta vengono comunicati i dati di relativa competenza da parte dei Beneficiari del progetto. per quanto riguarda la "photogallery" è stato predisposto uno schema che consente anche di visualizzare le attività di campo piu' recenti con una scheda esplicativa delle azioni portate avanti. La necessità di un nuovo software, utile ad una piu’ adeguata comunicazione e visibilità dei risultati raggiunti ed ai contenuti scientifici del progetto  è stata condivisa tra i partner. A tale scopo il BA 3, incaricato della gestione a partire da Maggio 2013,  ha dato seguito (grazie ad i fondi residui) ad una nuova proposta di aggiornamento del sitoweb che è stata formalizzata con delberazione dal BA 3, prot. 463 del 7 Maggio 2014. E’ stata quindi incaricata la Ditta Cut&Paste di rinnovare il sistema cambiare piattaforma  e dare modo di ampliare i contenuti di testi, immagini e filmati realizzati sino ad oggi. L’azione è tuttora in corso ed aggiornata al 25 Giugno 2013.

 

D4: Seminari

I seminari inseriti in progetto sono stati previsti uno nel 4° trimestre 2011 e uno nel 3° trimestre 2013, prima della conclusione del progetto (seminario di chiusura lavori).

Ad oggi in relazione agli eventi e all’avanzamento del progetto è stato organizzato e realizzato quanto di seguito descritto.

Per quanto concerne l’organizzazione di seminari, previsti dall’azione D4, allo stato attuale sono stati già realizzati n. 3 seminari (è bene ricordare che l’azione D4 da progetto ne prevedeva n. 2): la realizzazione di più seminari è stata possibile grazie alla collaborazione tra tutti i Beneficiari e alla disponibilità dei soggetti attuatori nello specifico grazie al contributo dell’Assessorato Risorse agricole e alimentari e il Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali che hanno messo a disposizione anche dei loro locali.

L’ Assessorato delle risorse agricole e alimentari e il Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali ha curato i contatti con gli enti locali presso i quali hanno avuto luogo gli ultimi due seminari. Nello specifico: il comune di Marsala, per il Complesso monumentale San Pietro, e il comune di Castellamare del Golfo, per l’aula delle conferenze del Castello di Castellamare del Golfo.

In dettaglio i tre seminari sono stati organizzati con le seguenti date e luoghi:

  • 1° seminario, 14 dicembre 2011, Sala Rossa di Palazzo dei Normanni a Palermo;
  • 2° seminario, 23 marzo 2012, Castello di Castellamare del Golfo;
  • 3° seminario, 30 marzo 2012, Complesso monumentale San Pietro di Marsala.

 

Nel rispetto di quanto previsto per l’Azione D. 4 i seminari sono stati articolati in due sessioni interessando sia un pubblico tecnico scientifico (studenti universitari), sia un pubblico fatto di rappresentanti locali tra cui organizzazioni ambientaliste, associazioni venatorie e associazioni di produttori, oltre ad associazioni e/o circoli di cacciatori.

I contenuti del seminario sono stati articolati al fine di illustrare le azioni progettuali in corso, relative al progetto, evidenziando i risultati ottenuti e le prospettive future delle rimanenti azioni progettuali. La fase conclusiva di ogni seminario ha previsto un breve dibattito con i partecipanti che hanno voluto approfondire alcuni temi trattati.

L’organizzazione dei seminari ha avuto grande visibilità e pubblicità su quotidiani e blog a diffusione regionale e su tutti i siti tematici di associazioni venatorie, di cacciatori e di associazioni ambientaliste e di tutela degli animali.

L’organizzazione e la realizzazione è stata inoltre pubblicizzata sul sito web del progetto e su diversi siti tematici, nonché su tutti i siti dei diversi Beneficiari del progetto.

E’ stato, infine, prodotto il materiale info-divulgativo previsto dall’azione D4, tra cui brochure informative e pannelli informativi. I pannelli, oltre che nelle sedi del seminario, sono stati utilizzati anche nelle sedi dei Beneficiari del progetto e affissi in luoghi strategici di interesse (associazioni ambientaliste, Università degli Studi di Palermo, CNR, ecc).

E’ inoltre prevista la produzione di alcuni articoli, anche a seguito dei seminari realizzati, che saranno di interesse scientifico e che saranno pubblicati, come previsto da progetto, in riviste scientifiche e di diffusione regionale, in modo da garantire una maggiore pubblicizzazione degli interventi a livello info-divulgativo.

Per quel che riguarda la produzione e la loro stesura, sarà a cura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per la Sicilia e del Dipartimento di e Biologia ambientale e Biodiversità dell’Università degli Studi di Palermo, entrambi Beneficiari del progetto.

Nell’ambito della stessa azione sono stati pubblicati, a titolo gratuito ed a costo zero per il progetto, articoli di notevole rilevanza tecnico-scientifica-divulgativa sulle finalità del progetto nel quotidiano di maggiore diffusione regionale che ha una tiratura di oltre 70.000 copie e un numero di lettori di circa 400.000. Si allegano le copie degli articoli.

La conclusione dell’azione D.4 coincide con la chiusura del progetto, che avverrà con un seminario che si terrà nel territorio della provincia di Trapani. 

 

La conclusione dell’azione D4 coincide con la chiusura del progetto, che avverrà con un seminario che si terrà nel territorio della provincia di Trapani.

D5: Organizzazione di mostre fotografiche

In seguito alle difficoltà espresse dalla Cooperativa “La Fenice” e alla sua fuoriuscita dal partnerariato, l’Azione D.5 era stata sospesa. Con la nuova ridistribuzione delle Azioni, che erano in carico alla cooperativa, ed il nuovo accordo tra i Beneficiari rimanenti, l’Azione D.5 è stata affidata al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche Chimiche e Farmaceutiche, che aveva previsto di realizzare le mostre nel dicembre 2013, maggio 2014 e settembre 2014.

Purtroppo per problemi legati alla disponibilità di risorse l’azione è partita leggermente in ritardo. Sono stati acquisiti tre preventivi per l’affidamento dei servizi legati alla realizzazione delle mostre.

A partire dal mese di dicembre la Coop. Silene, che si è aggiudicata la gara, ha iniziato lo sviluppo dei testi e delle immagini da utilizzare per la realizzazione di 30 pannelli.

La prima mostra è stata realizzata dal 28 al 30 marzo 2014 presso il palazzo reale di Ficuzza, in provincia di Palermo, nei locali del Dipartimento dello sviluppo rurale e territoriale (ex Dipartimento Regionale Azienda Regionale Foreste Demaniali), partner del progetto.

Le altre due mostre sono previste nel mese di maggio e nel mese di ottobre, rispettivamente nella provincia di Trapani e nella provincia di Catania. Si allega la locandina della prima mostra effettuata.

L’azione è in corso e terminerà nell’ottobre 2014.

 

D6: Video divulgativo

 

Il Dipartimento dello sviluppo rurale e territoriale ha avuto assegnata tale azione a seguito della rimodulazione fra i Beneficiari dopo la fuoriuscita del Beneficiario Fenice. Col supporto del responsabile scientifico è stato elaborato il progetto di documentario scientifico che sarà destinato alle scuole nonchè ai portatori di interesse: tecnici, organizzazioni faunistico-venatorie ed ambientali, amministratori locali, ecc. Il documentario si comporrà di una sezione prettamente scientifica sulla specie da salvaguardare e di una sessione più divulgativa inerente le azioni portate avanti col Progetto Life. E' stata effettuata l'indagine di mercato in merito alle ditte fornitrici di servizi di riprese audio-video. E' stato necessario approfondire le procedure da seguire per la fornitura del predetto servizio di riprese audio video dovendo attenersi al regolamento vigente sulle forniture di beni e servizi in economia, nonché alla normativa nazionale sugli appalti di servizi e forniture (decreto legislativo 163/2006). Sono state individuate sette ditte alle quali richiedere le offerte di preventivo per forniture al di sotto di € 10.000,00. Pur avendo seguito le procedure di profilatura del RUP ed acquisizione del CIG sono stati chiesti dei chiarimenti di carattere amministrativo sui poteri di spesa della stazione appaltante al fine di procedere alle lettere di invito.

L’azione è in corso

D7: Sensibilizzazione dei cacciatori

L’azione D 7 è attualmente in corso per quanto riguarda la realizzazione dello spot televisivo (fase di editing) a cui seguirà la messa in onda dello stesso.

Sono invece stati realizzati i TAGS per i cacciatori: di tipologia adesiva e in materiale biodegradabile, questi contengono tutte le informazioni relative al progetto Life in corso.

I TAGS sono stati già diffusi sia ai Beneficiari del progetto, sia a livello territoriale; con l’inizio della stagione estiva si prevede l’affissione in provincia di Trapani in luoghi prettamente turistici.

Sono attualmente in corso le operazioni di realizzazione dello spot pubblicitario. È stato pubblicato un avviso pubblico per il concorso di idee relativo alla progettazione e realizzazione dello spot pubblicitario per la diffusione della conoscenza della coturnice di Sicilia e per la sensibilizzazione dei cacciatori finalizzata alla salvaguardia della specie. E’ stata costituita la commissione che ha esaminato le proposte pervenute a seguito della pubblicazione dell’avviso. Dopo la selezione della migliore proposta pervenuta si sta procedendo all’espletamento della gara per la trasmissione dello spot nelle TV locali. A tal proposito è stato chiesto al CORECOM regionale l’elenco delle TV locali aventi diffusione su scala regionale.

L’azione è in corso

E1:Monitoraggio della Coturnice di Sicilia

L’Azione E1 consiste nella realizzazione del monitoraggio della popolazione di Coturnice di Sicilia, Alectoris graeca whitakeri, all’interno della ZPS ITA010029 Monte Cofano, Capo San Vito e Monte Sparagio. Verificare il trend della popolazione dopo e durante la realizzazione delle azioni concrete all’interno del sito Natura 2000 consente di valutare l’andamento del progetto nel corso degli anni.

I conteggi al canto (censimenti) saranno realizzati nel mese di aprile 2014 e potranno essere protratti anche nel mese successivo in relazione alle condizioni meteorologiche, perché durante questo periodo i maschi di Coturnice rispondono al richiamo elettronico.

Il censimento della popolazione di Coturnice di Sicilia, per il monitoraggio, sarà realizzato con la stessa metodologia applicata per l’Azione A.1 e nelle stesse stazioni di ascolto selezionate durante la stessa azione.

Trattandosi di un’azione di monitoraggio del progetto, l’inizio, previsto per la primavera del 2013, è stato posticipato alla primavera del 2014, in attesa che venissero avviate e/o concluse tutte le azioni concrete previste (miglioramento ambientale, controllo popolazione cinghiale, restocking, ecc.).

 

 

E.2: Monitoraggio del Cinghiale

 

Per quanto riguarda questa azione, il Dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche, Chimiche e Farmaceutiche dell’Università degli studi di Palermo, ha provveduto in data 11/11/2013 a pubblicare il bando per il reclutamento dei consulenti pubblicato sul sito Web dell’Università degli studi di Palermo.

Un’apposita commissione, costituita, come da regolamento, dal responsabile scientifico del progetto e da due docenti del dipartimento, rispettivamente il prof. Vincenzo Arizza e la prof.ssa Mirella Vazzana, ha provveduto alla valutazione delle domande e dei curricula pervenuti e quindi alla selezione dei consulenti.

Sulla base dei curricula pervenuti gli esperti incaricati sono stati il dott. Paolo Montanaro di Bologna ed il dott. Francesco Adragna di Calatafimi (Trapani).

In seguito all’immediata rinuncia da parte di uno dei consulenti (dott. Paolo Montanaro), si è provveduto in data 11/2/2014 a pubblicare un nuovo bando per il reclutamento di un consulente pubblicato sul sito Web dell’Università degli studi di Palermo.

La stessa commissione ha provveduto alla valutazione delle domande e dei curricula pervenuti e quindi alla selezione del consulente.

http://titulus-new.unipa.it/albo/viewer?view=files%2F01056305-000-Esito+prova+selettiva+Prog.+LIFE+Prof.+Lo+Valvo.doc.pdf

Sulla base dei curricula pervenuti è stato dato incarico al dott. Stefano Anile (Catania).

Il censimento della popolazione di Cinghiale, per il monitoraggio, è stato previsto con la stessa metodologia del “distance sampling” applicata per l’Azione A.2 e, quando possibile, lungo gli stessi itinerari selezionati durante la stessa azione. Oltre all’uso della termocamera si stanno utilizzando anche le fototrappole digitali messe a disposizione in parte dal Dipartimento STEBICEF in parte dalla Ripartizione faunistico-venatoria di Catania.

Le fototrappole digitali sono state collocate sia all’interno dei chiusini sia lungo le trazzere.

Con la termocamera sono stati effettuati 50 transetti, 7 in meno rispetto al primo monitoraggio per ridurre al minimo il numero di doppi conteggi o perché i transetti erano troppo stretti, abbassando significativamente la contattabilità dei cinghiali.

Sono stati percorsi un totale di 105,232 km, dei quali 62,334 km nel settore di Monte Inici, 33,122 km nella Riserva “ Zingaro” e 9,776 km nel settore di Monte Sparagio.

Durante il campionamento sono stati contattati 31 cinghiali, di cui il 9 (29%) su Monte Inici, 19 (61%) nella Riserva “Zingaro” e 3 (9%) su Monte Sparagio.

Come riportato nella scheda dell’azione E.2 del progetto, il censimento della popolazione di cinghiale era previsto durante il secondo e terzo anno del progetto, e comunque dopo la messa a regime delle azioni concrete, e quindi, considerato l’anno di proroga avrebbe dovuto interessare l’anno 2013 e 2014.

Trattandosi di un’azione di monitoraggio del progetto, l’inizio dell’azione è stato posticipato rispetto a quanto previsto, in attesa che venissero avviate e/o concluse tutte le azioni concrete previste (miglioramento ambientale, controllo popolazione cinghiale, restocking, ecc.). Pertanto sono stati previsti due monitoraggi, il primo già realizzato ed il secondo nel periodo settembre-ottobre 2014, dopo l’ultimo intervento di restocking.

L’azione, quindi, non è ancora conclusa.

E4: Controllo Sanitario

L’Azione E 4 (Clinical and Laboratory investigations for monitoring of health status of Sicilian partridges in wild and game farmed populations) insieme all’azione A 5 (Genetic integrity control of Silian Rock Partridges) è di precisa competenza degli esperti sanitari dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia. Questa azione ha una importanza fondamentale nell’adattamento dei soggetti da inserire in cattività e, per quanto riguarda i campioni raccolti nell’ambiente, per valutare l’eventuale presenza di patogeni, con particolare riferimento a batteri, virus  e parassiti a rischio per questa specie. L’azione si basa su una preliminare ripetuta serie di sopralluoghi ad opera di esperti, per la raccolta di campioni biologici “non invasivi” (feci fresche naturalmente rilasciate nell’ambiente o ancora carcasse) appartenenti ad Alectoris endemica e raccolti nella ZPS e relative prove di laboratorio. Tutte le attività di campo e di laboratorio sono state attivate a partire dal mese di Settembre 2011 e sono attualmente ancora in corso con prelievi mensili costanti dalle gabbie che ospitano le coppie stabulate di Alectoris. La conclusione dell’attività è previsto per il quarto trimestre 2013.

Anche in questa azione l’attività si è sviluppata in due differenti fasi: una fase clinica eseguita sui soggetti appena catturati e/o pochi giorni dopo la cattura durante le operazioni di inanellamento (in collaborazione con il BA 4) e gli esami di laboratorio. L’esame clinico era orientato a stabilire età, sesso, eventuali lesioni a seguito della cattura con le reti/trappole, lo stato di nutrizione, l’eventuale sospetto di malattie infettive o parassitarie, carenze nutrizionali, ecc. Le malattie infettive rappresentano oggi il più grande ostacolo per la salute degli uccelli e per la loro gestione nel sistema di allevamento in cattività. Come altri uccelli selvatici Alectoris graeca whitakeri è sensibile ad una vasta gamma di patogeni e malattie aviarie (Christensen 1996; Erbeck e Nunn 1999). 

Tali manualità di competenza dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia (BA 3) sono condotte dai Medici veterinari specializzati in Patologia Aviare che, insieme ai naturalisti del progetto catturano e effettuano i prelievi dagli esemplari di Alectoris in modo da arrecare il minore stress possibile e raccogliere i campioni (essenziali) per una valutazione dello stato di salute di ogni singola, nuova introduzione. Tutti i campioni sono stati raccolti nel pieno rispetto del benessere animale come previsto dalla  legislazione comunitaria, evitando qualsiasi rischio per la salute dei volatili, traumatismi e stress. I test di laboratorio riguardano tutti i patogeni a rischio per la popolazione di coturnice siciliana con particolare riferimento alle malattie infettive che rappresentano un grosso ostacolo per il programma di conservazione e per la creazione di aziende per ripopolamento della selvaggina. Le malattie che vengono monitorate presentano numerose corrispondenze con le patologie aviarie note nei domestici e pertanto i metodi di indagine sono in gran parte sovrapponibili. In particolare sono state indagate/monitorate malattie parassitarie (Artropodi, Protozoi, Nematodi, Cestodi) compresi parassiti patogeni emergenti come Cryptosporidium meleagridis (Pagès-Mantè et al., 2007); malattie batteriche: Mycobacterium avium (Millán et al., 2004), E.coli, Salmonella spp; Erysipelothrix spp (Pettit et al., 2004); Mycoplasma spp. (Bradbury et al., 2002); Haemophilus (MCR) e Pasteurella (Colera aviare); virali (Adenovirus, Poxvirus) e fungine (Aspergillosi). I metodi di laboratorio seguono le Procedure Standard OIE (Manuale OIE 2010 e le procedure operative standard accreditate dal BA 3). Ulteriori indagini prevedono di Biologia Molecolare (PCR, DGGE), Istopatologia, Immunofluorescenza, Microscopia elettronica eventualmente utilizzati per una piu’ precisa classificazione del patogeno in causa o ancora, a scopo di ricerca.

 

Risultati delle indagini cliniche e di laboratorio periodo 2011-2013 

 

Indagini cliniche:

Le visita clinica sono state condotte su un totale di 10 soggetti inseriti presso i due centri di allevamento di Monte Inici (Voliera 1 e 2 Località Fontanelle-Case Alliata; Voliere 3-10 Località “Fossa del Bue”).Tutti i soggetti esaminati si presentavano sani alla prima visita effettuata dopo la cattura, ad eccezione di un soggetto che presentava una frattura all’ala, il piumaggio era integro e completo con la livrea da adulto, non presentavano segni evidenti di malattie infettive, non presentavano imbrattamenti della regione anale (diarrea), gli arti ed il becco erano ben pigmentati.

 

Mortalità:

Dopo circa un mese dall’introduzione venivano a morte n° 2 soggetti appartenenti rispettivamente alle voliere 1 e 5: i soggetti erano in avanzato stato di dimagrimento, anemici e ad un esame obiettivo esterno evidenziavano una massiva infestazione da ectoparassiti.  Un terzo soggetto è deceduto per cannibalismo del soggetto partner di gabbia. Per quanto riguarda i due soggetti rinvenuti morti: il primo esemplare è deceduto per un forma cronica (pregressa) di colibacillosi mentre il secondo era affetto da una severa forma di polmonite micotica (aspergillosi).    

 

Esami parassitologici:

Su un totale di 10 soggetti allevati in gabbia esaminati per la presenza di parassiti intestinali tramite la tecnica dell’arricchimento in soluzione soprasatura del campione e seguente flottazione delle uova, sono stati identificati: nel III trimestre 2011 i campioni di feci relativi a tutte e 10 le gabbie (coppie) risultavano positivi a vario grado per coccidiosi e 2 gabbie (1 e 2) anche positivi per presenza uova/larve di Nematodi. Il ruolo che hanno gli agenti patogeni sulla specie è stato poco indagato sinora, i nematodi parassiti dell’apparato gastrointestinale, ad esempio, sono ampiamente diffusi ma il loro impatto sui tassi vitali della specie risulta ancora poco conosciuto (Rizzoli et al., 1997). In un soggetto dei tre deceduti durante l’inserimento in cattività è stata evidenziata una massiva infestazione da tenie (Raillietina spp). 

 

Esami batteriologici:

Test di laboratorio per la ricerca dei batteri sono stati sia orientati a valutare i soggetti se portatori/serbatoio di infezioni a rischio per l’allevamento (Salmonella gallinarum pullorum, S. typhimurium, Yersinia pseudotuberculosis, Pasteurella multocida) sia effettuati su tessuti ed organi con lesioni (a seguito delle autopsie dei soggetti deceduti).  

I test seguivano i protocolli in uso presso il BA 3 per l’isolamento a mezzo di brodi ed agar selettivi nei confronti di patogeni a rischio per le specie aviarie e per l’uomo. 

Un caso di mortalità (Voliera 5) con evidente stato generale cachettico, anemico resistente alle comuni terapie ha evidenziato all’esame microbiologico la presenza di E.coli patogeni ed è stato classificato come colibacillosi. Il caso era associato ad infestazione massiva di tenie.

 

Esami per miceti patogeni:

In un caso (carcassa) venuto a morte si è osservata una polmonite micotica riferibile ad Aspergillus

 

Esami virologici (influenza aviaria e Malattia di NewCastle): tutti gli esami sinora condotti sui rispettivi campioni provenienti dalle 3 carcasse relativi a polmone, milza e cervello hanno dato esito negativo per isolamento virale e RT-PCR.

 

Trattamenti dei soggetti in cattività

Il riscontro delle patologie a carattere diffusivo (coccidiosi, teniasi, capillariosi, heterakiasi e colibacillosi) ha immediatamente attivato trattamenti specifici sia diretti sull’animale sia tramite integrazione alimentare o con l’acqua di bevanda.

Per gli ectoparassiti (Mallofagi) identificati in tre soggetti in gabbia, tra cui un caso con massiva infestazione, tutti gli uccelli presenti sono stati trattati con alcune gocce (50µl) di Ivomec (Avermectine) poste sul capo “pour on”. Per quanto riguarda gli endoparassiti (a partire dal mese di gennaio 2012), sono stati trattati tutti gli individui ospitati in voliera con Tetramisole 10% buste e Aviochina soluzione. Uno dei soggetti catturati manifestava una frattura esposta al terzo distale del radio-ulna con coinvolgimento dell’articolazione. Il soggetto in anestesia generale gassosa (isofluorano) è stato sottoposto a indagini radiografiche, sutura della ferita con disinfezione e fasciatura rigida dell’ala per 30 giorni in modo da permettere la cicatrizzazione dell’osso. Successivamente è stato rilasciato nella gabbia n. 2, dove ha manifestato una  buona funzionalità dell’arto.

Altre indagini: in collaborazione con gli esperti faunistici (Prof. Mario Lo Valvo) si è proceduto ad indagare su altre carcasse (n° 14) in collezione presso i congelatori dell’Università provenienti da aree protette o suburbane del territorio siciliano o ancora abbattute erroneamente o rinvenute morte durante le stagioni venatorie (2011). Alcuni soggetti per le caratteristiche fenotipiche ottimali, sono stati utilizzati come materiale di riferimento nelle procedure biomolecolari.

 

Risultati delle indagini cliniche e di laboratorio al Febbraio 2014 

 Indagini cliniche:

Le visite cliniche sono state condotte su 12 nuovi soggetti di coturnice di Sicilia, in parte provenienti dall’allevamento dell’Istituto Zootecnico Sperimentale della Sicilia e in parte donati da privati (LIPU) ed inseriti presso il centro di ripopolamento sperimentale  (Voliere 3-10) in Località “Fossa del Bue” e nelle 3 nuove  gabbie di ambientamento, recentemente allocate in località Borgo Cusenza.

Tutti i soggetti esaminati si presentavano sani alla visita clinica, il piumaggio era integro e completo con la livrea da adulti, non presentavano evidenti segni  di malattie infettive in atto, non presentavano imbrattamenti della regione anale (diarrea), gli arti ed il becco erano ben pigmentati.   

 

Mortalità:

Non è stata piu’ registrata mortalità in questo periodo.

 

Esami parassitologici: 

Su un totale di 10 gabbie esaminate, prelevando feci fresche per il controllo delle parassitosi intestinali (tramite la tecnica dell’arricchimento in soluzione soprasatura del campione e conseguente flottazione delle uova), sono stati identificati valori molto bassi di infestazione da coccidi (range 2-5 oocisti/campo). Nei soggetti piu’ giovani si riscontravano valori  leggermente superiori rispetto agli adulti (6-19 oocisti/campo). Non si è piu’ riscontrata la presenza di Nematodi e/o Teniasi. Su campioni raccolti all’interno della gabbia non è però stato  possibile discriminare a quale individuo  appartenesse il campione. La presenza di patogeni all’interno delle gabbie rappresenta sempre un rischio diretto per le coturnici, che necessita di trattamenti profilattici estesi a tutti i soggetti dell’allevamento, da effettuare ogni mese, come stabilito con i tecnici dall’Azienda Foreste Demaniali.

 

Esami batteriologici:

I test di laboratorio per la ricerca dei batteri sono stati orientati a valutare se  i soggetti  fossero portatori/serbatoio di infezioni a rischio per l’allevamento. La ricerca si è estesa verso i più comuni batteri patogeni delle specie aviari, quali Salmonella gallinarum pullorum, S. typhimurium, Yersinia pseudotuberculosis, Pasteurella multocida.

I test seguivano i protocolli in uso presso il BA 3 per l’isolamento a mezzo di brodi ed agar selettivi, . 

Non sono stati piu’ osservati casi di mortalità riferibile a batteri e/o miceti patogeni

 

Esami virologici

In assenza di carcasse e/o casi di mortalità, non sono stati condotti esami virologici (influenza aviaria e Malattia di NewCastle), tutti gli esami in precedenza condotti sui campioni provenienti dalle carcasse e relativi a polmone, milza e cervello hanno dato esito negativo per isolamento virale e RT-PCR.

 

Trattamenti dei soggetti in cattività

La prevenzione delle parassitosi a carattere diffusivo (coccidiosi, teniasi, ascaridiosi, capillariosi, heterakiasi) ha dato esito a trattamenti sia diretti sull’animale sia tramite integrazione alimentare o con acqua di bevanda.

Per  gli endoparassiti, con cadenza mensile (incluso il mese di Febbraio 2014), sono stati trattati tutti gli individui ospitati nelle voliere con Tetramisole 10% buste e Aviochina soluzione. Il Tetramisole, in ragione di 3gr/litro di acqua, è indicato nel trattamento delle infestazione da nematodi (Heterakis) ed alcuni protozoi, l’Aviochina somministrata per 5 gg nell’acqua di bevanda alla concentrazione di 5gr/4litri, è indicata  nel controllo delle coccidiosi aviarie. Entrambi i farmaci hanno una rapida azione,trovando inoltre utile impiego come trattamento antistress dei giovani nati, come avviene nei pulcini destinati all’allevamento dei polli. La precocità e la precisione della diagnosi si sono rivelati elementi indispensabili per una buona riuscita della terapia, trovando inoltre facilità di impiego visto che entrambi si somministrano mediante diluizione in acqua di fonte. 

L’azione si svolge sempre in collaborazione con il BC e BA 4 ed in quest’ultimo periodo ha curato con particolare attenzione lo stato di salute dei soggetti destinati alla reintroduzione in natura.

L’attività sanitaria di competenza dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia (BA 3) viene condotta da Medici veterinari specializzati in Patologia Aviare, che operano e maneggiano gli esemplari catturati  arrecando il minore stress possibile nella raccolta dei campioni necessari per la adeguata valutazione dello stato di salute di ogni singolo esemplare che verrà reintrodotto.  

A cura di Claudia Manno (claudia.manno@gmail.com) con la collaborazione di Giusi Macaluso

Coordinatore scientifico: Guido Ruggero Loria (Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia)

 Ringraziamenti

Si ringrazia Santo Caracappa, Michele Chetta, Roberto Puleio ed il Prof. Mario Lo Valvo (BA 4), per il supporto tecnico nella stesura di questo report. 

 

E6: Audit esterno

 

Per quanto riguarda la selezione dell’ External Audit è stato predisposto l’avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana serie speciale concorsi n. 3 del 24/02/2012, sono pervenute sei richieste che sono state esaminate dall’apposita Commissione nominata con D.D. n. 1034 del 12/04/2012.

Con D.D. n. 1743 del 01/06/2012 è stata approvata la graduatoria che è stata inviata alla Corte Dei Conti per il controllo preventivo e la registrazione.

Con D.D. n. 3062 del 02/10/2012 è stato approvato il contratto del dott. Ignazio Napoli il quale ha già preso visione di tutta la documentazione predisposta dall’Amministrazione circa la rendicontazione della spesa ed ha partecipato attivamente a diverse riunioni con i Beneficiari Associati fornendo supporto per quanto attiene agli aspetti amministrativo-contabili del progetto.

E7: Rete con altri progetti Life Sicilia

L’azione E.7 è stata realizzata mediante l’organizzazione del “Ventennale LIFE NATURA”. E’ stata infatti organizzata una conferenza di lancio, il 21 maggio 2012, presso i locali della Riserva Naturale Orientata dello Zingaro, e una mostra itinerante, con quattro appuntamenti di una settimana ciascuno, nella quale vengono rappresentati tutti i progetti realizzati in Sicilia dall’avvio del programma comunitario LIFE NATURA.

In occasione della conferenza iniziale e nella fase preliminare organizzativa, sono stati invitati tutti i responsabili dei vari progetti Life + realizzati in Sicilia dall’avvio del programma stesso.

In occasione della conferenza sono stati presentati i seguenti progetti:

  • SICALECONS - Azioni urgenti di conservazione della Coturnice di Sicilia, Alectoris graeca whitakeri” (LIFE09/NAT/IT/000099);
  •  “ZELKOV@ZIONE - Azioni urgenti per salvare Zelkova sicula dall'estinzione (LIFE10/NAT/IT/000237)
  •  “NOWASTE - Nuovo elettrodomestico per il trattamento sostenibile dei rifiuti organici (LIFE09/ENV/IT/000070)
  •  “Azioni urgenti di conservazione di Caretta caretta nelle isole Pelagie” (LIFE99/NAT/IT/006271),
  • DELTA - Riduzione impatto attività umane su Caretta e Tursiope e loro conservazione in Sicilia“(LIFE03/NAT/IT/000163),
  • TARTANET - Tartanet, una rete per la conservazione delle tartarughe marine in Italia (LIFE04/NAT/IT/000187)
  • “MACALIFE - Conservazione degli habitat delle Macalube di Aragona” (LIFE04/NAT/IT/000182)
  •  “Conservazione e gestione degli Habitat della Z.P.S. Vendicari” (LIFE02/NAT/IT/8533)
  •  Conservazione in situ ed ex situ di Abies nebrodensis (Lojac.) Mattei” (LIFE00/NAT/IT/7228)

 

Alla conferenza di lancio, tenuta il 21 maggio 2012 presso la riserva naturale dello Zingaro, sono intervenuti i rappresentanti di tutti i progetti finanziati in Sicilia, che hanno avuto modo di confrontarsi in merito a quelle che sono state le fasi organizzative e gestionali. L’occasione è stata utile anche per fare in modo che i vari enti si conoscessero tra di loro e soprattutto conoscessero i vari progetti realizzati in Sicilia.

La conferenza è stata infine l’occasione per presentare la mostra fotografica itinerante dei progetti Life + Natura e Biodiversità realizzati in Sicilia secondo il seguente calendario:

  1.                  I.            18 Maggio – 25 Maggio: Riserva Naturale dello Zingaro (TP) – Centro visitatori – Ingresso Sud (Scopello).
  2.               II.            04 Giugno – 08 Giugno: Petralia Sottana (PA) – Palazzo Pucci Martinez – Piazza Antonio Gramsci.
  3.            III.            11 Giugno – 15 Giugno: Agrigento - Palazzo della Provincia Regionale di Agrigento- Piazza Aldo Moro, 1.
  4.            IV.            18 Giugno – 22 Giugno: Vendicari (SR) Riserva Naturale Orientata Oasi Faunistica di Vendicari – Case Marianelli.

Inoltre, alla fine del mese di ottobre, sono stati contattati, al fine di un costruttivo confronto metodologico, i responsabili di due progetti LIFE che, come per SICALCONS, includevano tra le diverse azioni: la gestione degli incendi e la gestione di specie appartenenti al genere Alectoris. In particolare sono stati contattati il Dr. Nikos PETROU, responsabile del progetto LIFE10 NAT/GR/000637 ANDROSSPA – “Management of the SPA site of Andros Island to achieve a favourable conservation status for its priority species” ed il Dr. Paweł DZIRBA responsabile del progetto LIFE10 NAT/PL/000655 "Protection of natural resources of Kampinos Forest –Natura 2000 Site, through the renaturalisation of bought-up land". Nei primi giorni del mese di novembre abbiamo avuto la risposta del Dr. Karol Kram, relativamente al progetto LIFE10 NAT/PL/000655, il quale ci ha invitato a visitare il Parco Nazionale e a prendere visione dell’attuazione delle loro azioni relativamente al controllo degli incendi, con la possibilità di parlare con il personale addetto all’attuazione di queste azioni.

L’azione è in corso.

E8: Coordinamento del progetto (BA4)

Il responsabile scientifico del progetto è stato identificato con apposita delibera del consiglio di dipartimento. Il responsabile scientifico ha seguito l’avvio delle procedure di selezione per il personale esterno, attraverso bando pubblico, ed ha fatto parte della commissione per la loro valutazione dei curricula. Si è occupato anche della scelta dei modelli e delle caratteristiche tecniche della strumentazione prevista e necessaria per lo svolgimento delle azioni di competenza della struttura di appartenenza. Ha partecipato alle riunioni con gli altri responsabili scientifici ed ha partecipato come relatore al workshop iniziale di presentazione del progetto. Ha stilato i protocolli tecnici e gestionali per la realizzazione delle Azioni A.1 e A.2, concordati con il tavolo tecnico istituito con l’Azione A.4, ed ha seguito periodicamente lo svolgersi delle stesse azioni all’interno della ZPS. Si anche occupato del reperimento dei soggetti di cattura, necessari per costituire le coppie per la riproduzione in condizioni semi-naturali.

Ha anche interagito con gli altri responsabili scientifici durante le differenti fasi del progetto per il coordinamento sinergico di tutte le azioni intraprese. Ha collaborato con la stesura del piano di controllo del cinghiale previsto dall’azione C.3 ed ha partecipato ai numerosi sopralluoghi ed ha collaborato con l’amministrazione regionale nella redazione della redazione di medio termine. Ha partecipato, come relatore, ai diversi incontri e convegni che hanno riguardato il progetto LIFE.

Si prevede di continuare a procedere secondo la prevista programmazione delle azioni.

 

E9: Coordinamento del progetto (BA3)

Come già descritto nel mid term report, è stato individuato sin dall’inizio del progetto (n. deliberazione 4 del 26/01/2011)  il Coordinatore scientifico del BA 3 che ha organizzato e coordinato tutte le attività sino ad oggi effettuate, incluse quelle di reporting. L’azione E 9 prevede ed ha sempre previsto una intensa attività organizzativa, sia per le attività di campo che di laboratorio. Questa azione ha coinvolto tutte le altre Istituzioni con competenza territoriale nella ZPS in cui ricade l’areale del progetto e con cui si è operato congiuntamente per ottimizzare i prelievi necessari alle indagini (ASP Trapani). Lo stesso dicasi per le attività interne all’Ente a cui sono stati inviati i campioni per le relative competenze: Laboratorio di Tecnologie Diagnostiche Innovative-Genetica (Azione A5), Laboratori di diagnostica anatomo-patologica, istopatologica, parassitologica, microbiologica e virologica (Azione E4). L’azione E 9 (“IZS Management”), anche se in fase progettuale prevedeva una consulenza specifica con fondi dedicati da parte di personale esterno all’Ente, questa è stata da sempre svolta da personale strutturato (Dr G.R. Loria) del BA 3. Le risorse previste grazie alla approvazione da parte della CE sono state impegnate in nuovi approfondimenti di laboratorio, indispensabili alla comprensione della salute genetica della specie endemica (presenza di ibridi) e per una eventuale futura valutazione della eterozigosi della specie, fondamentale per la sopravvivenza di questa sottospecie.

E10: Coordinamento del progetto (BA1)

Il coordinamento, come beneficiario, dell’organizzazione delle attività di tutto il progetto e la realizzazione delle azioni di propria competenza ha visto il coinvolgimento di diverse figure interne al Dipartimento Regionale Interventi Strutturali – Servizio VII (vedi organigramma) che hanno continuamente monitorato l’andamento delle azioni svolte dai Beneficiari Associati e messo in atto tutte le procedure e gli atti necessari per la realizzazione delle proprie azioni. Inoltre l’attività di coordinamento ha previsto l’organizzazione di tutte le riunioni con i diversi Beneficiari Associati per le verifiche in itinere delle azioni in capo a ciascuno.

Rilevante è stata l’attività svolta dal project manager, sia in termini di tempo impiegato sia in termini di studio e produzione di documenti (decreti, relazioni, piani, note di chiarimenti ecc…) per il superamento delle diverse problematiche di carattere tecnico, amministrativo e burocratico nei rapporti con l’ISPRA, la Corte dei Conti, la Ragioneria Centrale dell’Assessorato Risorse Agricole e l’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente.

 

E11: Coordinamento del progetto (BA5)

Il coordinamento delle Azioni di progetto ha visto il coinvolgimento di diverse figure interne al Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali  e degli Uffici Periferici (Ufficio Provinciale e Riserva Naturale Orientata Zingaro) nelle fasi relative alla stesura del progetto esecutivo delle opere da realizzare e successivamente nella fase esecutiva della Direzione dei Lavori. In particolare la redazione dei progetti esecutivi necessari alla realizzazione delle azioni trasferite dall’Assessorato (C.2, C.3 e A.7) al Dipartimento Azienda ha determinato un notevole impegno progettuale non prevedibile inizialmente, a cui è seguita la successiva fase di direzione dei lavori anch’essa non preventivata. Le fasi di divulgazione hanno visto la partecipazione attiva del personale coinvolto nei lavori.

Si prevede di continuare a procedere secondo la programmazione delle azioni prevista.

Rispetto al programma previsto l’impegno per la progettazione delle diverse azioni e la gestione della fase iniziale ha assorbito notevoli risorse, la fase di coordinamento successiva, meno impegnativa in termini di tempo richiesto, consentirà di procedere rispettando in termini qualitativi e quantitativi del progetto. Il beneficiario associato Dipartimento Regionale Azienda Regionale Foreste Demaniali è pronto a continuare l’azione di coordinamento con proprie risorse anche una volta superato il limite di contribuzione.

In fase di redazione del progetto questa azione era stata erroneamente classificata come external assistance, benché nella parte descrittiva era ben evidente che si trattasse del coordinamento condotto dal personale interno al beneficiario associato impegnato nel coordinamento, direzione e rendicontazione delle azioni realizzate. E’ stata inoltrata formale richiesta di variante alla Commissione Europea con nota n. prot. 16425 dell’08/03/2012.

La Commissione Europea con nota n. prot. 954174 dell’08/08/2012 ha accordato la variante e pertanto i 45.000 Euro originariamente previsti alla voce external assistance sono stati imputati alla voce personel.

Il programma è stato rispettato e si prevede di continuare a procedere secondo la programmazione delle azioni prevista.

 

E12: Coordinamento del progetto (BA2)

La società Fenice Onlus, ha gestito e realizzato in parte le azioni previste dal progetto fino al 17 Dicembre 2012. A far data dal 1 Gennaio 2013 gli altri Beneficiari hanno convenuto all'unanimità di farsi carico e redistribuire le attività collegate al BA 2, portandole avanti come previsto dal cronoprogramma.

Azioni future (periodo post-LIFE)

Bozza proposta di progetto per il futuro della conservazione della specie nella Regione allo scadere del progetto SICALECONS 


Programma di allevamento tramite riproduzione facilitata di esemplari di Coturnice di Sicilia, Alectoris graeca whitakeri, presso il centro pubblico di produzione selvaggina dell’ISZS; azione di conservazione integrata e propedeutica per la reintroduzione in natura di esemplari giovani; realizzazione  di infrastrutture innovative per lo sviluppo di corretti sistemi di apprendimento nei soggetti allevati (imprinting selvatico).

 

Introduzione:

Alectoris graeca whitakeri è una sottospecie endemica della Sicilia a rischio di estinzione (inserita nell’all. I della Direttiva Uccelli). Le esigue famiglie presenti nella regione sono inoltre sospettate di essere costituite da soggetti ibridi ovvero da animali contaminati dalle passate introduzioni, a scopo venatorio, di soggetti di specie o sottospecie diverse (Alectoris chukar, Alectoris rufa, Alectoris graeca spp).  

 

La possibilità concreta di salvaguardare le specie selvatiche è vincolata non soltanto alla consistenza numerica ma ancora alla conservazione di nuclei di soggetti con caratteristiche genotipiche identificate per la popolazione endemica ma con sufficiente grado di eterozigosi da garantirne il futuro generazionale;

 

La riproduzione in cattività di questo particolare taxon di coturnice ha da sempre incontrato difficoltà, mentre italiane altri taxa italiani di Galliformi (Alectoris rufa, Alectoris barbara, Alectoris graeca ssp) sono ormai comunemente allevate per scopi di ripopolamento faunistico venatorio. Per Alectoris graeca whitakeri l’unico sistema realisticamente efficace è ad oggi limitato al mantenimento di aree protette integralmente (o ancora riserve orientate), dove tale taxon puo’ riprodursi indisturbata, ed alla conseguente colonizzazione centrifuga di soggetti giovani verso territori confinanti. Ovviamente viste le caratteristiche di stanzialità della coturnice, viene comunque esclusa (come osservato dai piu’ recenti censimenti della specie) la possibilità di ricolonizzare aree idonee alla specie, isolate per la frammentazione causata dall’agricoltura ed urbanizzazione delle campagne.

 

 

Nel corso degli ultimi tre anni è stato finanziato dalla EC un progetto LIFE+ Natura 2000  dal titolo: “Urgent actions for the conservation of the Alectoris graeca whitakeri (SICALECONS)” (Proposal LIFE09 NAT/IT/000099) al fine di proteggere la specie in una delle aree di presenza “storica” costituita dall’area montuosa dei monti Sparagio, Inici e Cofano e dalla riserva orientata dello Zingaro (TP). In tale territorio, caratterizzato da elevata idoneità ambientale e scarsa antropizzazione, la specie è riuscita a mantenere una popolazione relitta ma sufficiente a riprodursi sino ad oggi in numero significativo.   

La proposta di attivare un centro di ripopolamento stabile presso l’Istituto Zootecnico Sperimentale della Sicilia, vorrebbe non soltanto rappresentare un seguito fisiologico a quanto intrapreso in provincia di Trapani dal progetto LIFE 2009 ma amplificarne l’azione distribuendo esemplari geneticamente selezionati sia per appartenenza alla specie sia per adeguato apporto di eterozigosi nel territorio di introduzione. Tutto questo sotto la costante sorveglianza genetica e sanitaria dell’IZS della Sicilia che fornirà i dati di  redistribuzione di nuovi esemplari con l’obiettivo di fare comunicare nuclei ormai isolati sia da nuovi assetti urbani territoriali e quindi destinati alla deriva genetica e conseguente rischio di estinzione.     

 

Il progetto si propone di (obiettivo principale):

 

  • Conservare, incrementare numericamente e ridurre la frammentazione della popolazione endemica di Alectoris in Sicilia.

Obiettivi secondari:

  • Potenziare in Sicilia il centro di produzione fauna selvatica nella sua sede istituzionale (Art. 2 Comma 7 L.R. 33/97) che possa incidere, nel breve periodo, sulla preoccupante realtà demografica evidenziata dagli ultimi censimenti della specie.
  • Facilitare l’accoppiamento e la deposizione di Alectoris graeca whitakeri in cattività (ISZS), utilizzando soggetti geneticamente idonei.   
  • Selezionare i soggetti in base al loro corredo genetico (presso Laboratori IZS Sicilia)
  • Promuovere accoppiamenti tra brigate diverse per aumentarne l’eterozigosi e la fertilità.
  • Incubazione delle uova ed ottenimento di giovani con imprinting selvatico.
  • Attività didattica con particolare attenzione alla formazione dei cacciatori e degli studenti.
  • Collaborazione territoriale nella attività di conservazione con le associazioni venatorie e cinofile al fine di educare alla corretta gestione del patrimonio faunistico e delle biodiversità regionali.
  • Cooperazione alle attività di monitoraggio della presenza e consistenza di Alectoris nel territorio con le associazioni venatorie e cinofile preventivamente coinvolte e motivate all’azione di recupero della specie.    
  •   Sperimentare la re-immissione in libertà di soggetti di cattura provenienti da aree protette, temporaneamente mantenuti in allevamento per il solo periodo riproduttivo.
  • Reintroduzione in territori ecosostenibili per la specie. 
  • Verificarel’effettiva sopravvivenza e l’effettivo adattamento dei soggetti rilasciati in natura attraverso l’uso della radiotelemetria ed il monitoraggio delle popolazioni con tecniche di censimento standardizzate (Dipartimento di Scienze e tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche, Università di Palermo)

 

Attività previste per il primo anno:

Si prevede di potenziare l’allevamento già presente (attualmente n. 10 coppie) presso l’ISZS con l’incremento del gruppo riproduttori fino a 30-40 coppie.

Secondo quanto si prevede di realizzare, si potrebbe disporre nell’arco di un anno di almeno 25 soggetti giovani da utilizzare per la deposizione al fine di incrementare in due anni il numero dei riproduttori a circa 100 (femmine e maschi).

I soggetti a partire dal mese di Marzo verranno inseriti in voliere di corteggiamento per selezionare le coppie e in gabbie di accoppiamento/deposizione per consentirne la produzione.

Nei periodi di silenzio sessuale i soggetti torneranno in voliere ampie provviste di reti elastiche (…) che consentono voli brevi e riproducano le caratteristiche territoriali di provenienza. Le voliere devono facilitare una adeguato rispetto delle fasi biologiche naturali, consentendo la nuova muta ed i giusti standard di peso e sviluppo. Tale attività puo’ essere svolta presso l’ISZS con un sistema di utilizzo alternato delle voliere (tutto vuoto - tutto pieno) che oltre a garantire gli aspetti sanitari dell’allevamento (parassitosi, contaminazioni batteriche da deiezioni), permette di disporre di substrato naturale con la presenza di vegetazione spontanea e coltivata a garanzia di livelli ottimali di benessere  per le esigenze di questa rara specie. 

Tutti gli esami di laboratorio saranno effettuati presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia che possiede laboratori attrezzati ed esegue le prove utili al progetto di recupero (già validate con successo, per l’identificazione di appartenenza alla sottospecie endemica e relativa valutazione dell’eterozigosi endemica) per un ottimale rimescolamento dei geni ed un miglioramento “assistito” di una specie che per caratteristiche ecologiche e per limiti orografici e antropici deve essere necessariamente aiutata per sopravvivere.     

 

Infrastrutture (risorse attuali-cofinanziamento):

Gran parte delle infrastrutture e personale necessari al progetto sono disponibili presso l’Istituto Sperimentale Zootecnico della Sicilia, presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale regionale (per le attività di laboratorio) e presso l’Università degli studi di Palermo (per il supporto nella pianificazione delle immissioni con l’uso di metodiche GIS e per le attività di campo).     

 

Indicatori di successo del progetto:

N. uova prodotte/anno

N. soggetti giovani prodotti/anno

N. totale soggetti reimmessi nell’ambiente/anno

% sopravvivenza tra nati e giovani maturi in allevamento

% sopravvivenza dei soggetti rilasciati in natura

Monitoraggio di alcune popolazioni naturali

Report di gradimento del progetto da parte delle associazioni venatorie e cinofile

N. eventi di informazione/formazione relativi al programma  

N. Pubblicazioni scientifiche prodotte   

 

 

 

E3 Valutazione della capacit? di dispersione

L’Azione E.3 consiste nel valutazione della capacità di dispersione e adattamento della Coturnice di Sicilia all’interno della ZPS ITA010029 Monte Cofano, Capo San Vito e Monte Sparagio. Verificare l’adattamento dopo e durante la realizzazione delle azioni concrete all’interno del sito Natura 2000 consente di valutare l’andamento del progetto nel corso degli anni e di raccogliere informazioni tecnico-scientifiche utili alla redazione del Piano d’azione della Coturnice di Sicilia.

Tale azione prevede il monitoraggio, con la tecnica della radiotelemetria (radiotracking), delle coturnici allevate, acclimatate nelle voliere di ambientamento e successivamente rilasciate in natura all’interno della ZPS, al fine di verificare le capacità adattative dei soggetti immessi e la percentuale di sopravvivenza. Si è provveduto preventivamente all’acquisto presso la ditta BIOTRACK Ltd (52 Furzebrook Road, Wareham, Dorset, BH20 5AX, U.K.) della strumentazione specialistica per la radiotelemetria, composta da 10 radiotrasmettitori, 2 riceventi (modello SIKA) e 2 antenne direzionali (modello Yagi). Contestualmente, il Dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche, Chimiche e Farmaceutiche dell’Università degli studi di Palermo, ha provveduto in data 11/11/2013 a pubblicare il bando per il reclutamento dei consulenti pubblicato sul sito Web dell’Università degli studi di Palermo.

Un’apposita commissione, costituita, come da regolamento, dal responsabile scientifico del progetto e da due docenti del dipartimento, rispettivamente il prof. Vincenzo Arizza e la prof.ssa Mirella Vazzana, ha provveduto alla valutazione delle domande e dei curricula pervenuti e quindi alla selezione dei consulenti.

Sulla base dei curricula pervenuti gli esperti incaricati sono stati il dott. Gabriele Giacalone ed il dott. Emanuele Mecurio entrambi di Palermo.

Nella seconda metà del mese di gennaio 2014, nelle voliere di ambientamento, collocate in località Borgo Cusenza all’interno della R.N.O. “Zingaro”, sono state traslocate 6 coppie di coturnici per l’acclimatazione. Alla fine del mese di febbraio, dopo circa un mese di acclimatazione, sei soggetti (3 coppie) selezionati per il rilascio sono stati dotati di anello identificativo nel tarso e di collarino con radiotrasmettitore.

A partire dal 3/3/2014, a turno le singole coppie sono state trasferite all’interno della voliera di rilascio e dopo qualche giorno di permanenza, anche in relazione alle condizioni meteorologiche, venivano rilasciate in natura con la semplice apertura della porta d’ingresso, lasciando alla coppia di coturnici la scelta di abbandonare la voliera di rilascio nei tempi e nei modi più opportuni, evitando così qualsiasi interferenza umana.

Gli esemplari vengono monitorati ogni ora, dall'alba al tramonto. Ad oggi due soggetti risultano predati e 4 invece si mantengono in prossimità delle voliere. Nel mese di aprile si prevede il rilascio di altre 2 coppie. La seconda attività di restocking è prevista nel mese di settembre con soggetti che nasceranno nel 2014 presso l’Istituto Zootecnico della Sicilia. L’azione è in corso.